"Discovering is seeing what everybody else has seen, and thinking what nobody else has thought." (Albert Szent-Gyorgi)
set 29

E’ disponibile il calendario di American Pizza Party del mese di Ottobre.

a4 desk

Lo potete trovare a questo indirizzo!
Protagonista di questo mese è una casa nello stato del Massachusetts addobbata per Halloween…

Alla prossima!

set 25

Un po’ di tempo fa, complice il fatto che sulla mia scrivania a computer spento non ho un orologio sott’occhio, mi guardavo intorno alla ricerca di un orologio discreto ma carino da acquistare.
E così, mentre ero in giro, in una vetrina ho visto un flip clock (in italiano credo si chiami “orologio a paletta”).
Simile a questo, ma in legno, invece che di metallo:

flip_clock

Devo dire che mi è subito piaciuto e ho pensato: “Carino!”.
Poi ho guardato il prezzo e mi sono detto: “Sì, carino in tutti i sensi.”
E ho tirato dritto! :D

Tornando a casa, però, mi sono chiesto se ne esisteva una qualche versione “digitale”, come screensaver, per esempio.
La risposta, come era prevedibile, è stata .
Di quelli che ho trovato, due, in particolare, mi hanno colpito:
- fliqlo;
- Flip Clock.

Il primo, fliqlo, è uno screensaver per Windows e per Mac OS X (Snow Leopard non è ancora supportato, ahimé). E’ stato il mio screensaver per diverso tempo, finché non sono passato a Snow Leopard, appunto. Il suo sviluppatore dice che ne sta preparando una versione aggiornata che funzioni anche su quel sistema operativo… quindi, aspetto! fliqlo si può scaricare da questa pagina e il suo aspetto è questo:

fliqlo

Oltre a essere davvero ben fatto, si può anche scegliere se visualizzare l’ora su 12 ore (come quella dell’immagine) o su 24 ore.

L’altro programma, Flip Clock, invece, è un’applicazione per iPhone: ed è diventato il mio “orologio da scrivania” quando il computer è spento. :P

flip_clock_iphone

Questa applicazione si può scaricare dall’App Store e costa 79 centesimi di euro. Ha diverse opzioni, tra cui la visualizzazione su 12/24 ore o la possibilità di non far bloccare lo schermo del telefono mentre il programma è in esecuzione…

Insomma, se vi piace questo tipo di orologio… questi sono due “must“! ;)

set 24

Lunedì ho ripreso ad andare in laboratorio a lavorare sulla tesi.
Quando sono arrivato, la prima notizia che mi hanno dato è stata: l’eye-tracker che c’è in laboratorio, cioè il computer che permette di controllare alcuni programmi tramite un tracciamento preciso dell’occhio, era un prestito di un’università inglese e adesso… beh, lo rivogliono indietro!
Un bel problema, visto che per il gruppo di ricerca (e per la mia tesi, naturalmente!) è un elemento abbastanza importante!

mytobii

Subito dopo mi dicono che ne stanno cercando un altro in prestito da qualche azienda italiana.
Se non ci riescono, ci dobbiamo “arrangiare” con una webcam tradizionale e un programma che tracci lo spostamento della testa. Programma che ho provato, ed è fatto bene, è veloce e tutto quello che si vuole, ma non è la stessa cosa dell’eye-tracker!
Ora, il modello nuovo e più economico dell’eye-tracker che abbiamo in laboratorio, costa la bellezza di 20.000 euro (migliaia di euro in più, migliaia di euro in meno), quindi è davvero una bella cifra.

Però, mi verrebbe da dirti, mia cara università:

  • invece di rifare completamente gli ingressi, che tanto non c’era l’urgenza di rifarli, visto che erano solidi e assolutamente non pericolanti;
  • invece di far ripiantare la maggior parte dei prati fioriti a mesi alterni;
  • invece di tenere tonnellate di corsi duplicati tra quelli in italiano e quelli in inglese (cancellando, ovviamente per mancanza di fondi, quelli più interessanti);
  • visto che dovresti essere una delle migliori università di Italia e che, per questo, riceverai 6 milioni di euro in più rispetto all’anno scorso da parte dello Stato;

forse si potrebbe anche pensare di acquistarne uno usato, visto che il gruppo di ricerca lo usa abbondantemente. D’altra parte, il modello che si ha adesso non è l’ultimo in commercio!
Certo, lo so, non c’è solo quel gruppo… e sono sicuramente diversi i gruppi di ricerca con questi problemi…
Allora, proprio per questo, perché non fare qualcosa?! Perché non dare un po’ più di priorità alla ricerca?! Da qualche parte si dovrà pur iniziare, no?!
Poi ci si lamenta che i ricercatori scappano dall’Italia! Più passa il tempo e più mi meraviglierei del contrario!
Inoltre, come dire: ogni tanto, puntare sulla qualità e sulla sostanza invece che sulla quantità e l’apparenza? ;)

set 11

Oggi non potevo non scrivere due righe sull’11 Settembre 2001.
Lo faccio, riprendendo quello che ho scritto su APP nel “Did You Know?” di qualche settimana fa… parlando, cioè, dei robot che hanno “dato una mano” nella ricerca e nel soccorso dei superstiti di quell’attacco…

Erano passate appena sei ore dal disastro del World Trade Center quando quattro team con i loro robot sono arrivati sul luogo dell’attacco, chiamati dal Centro per la Ricerca e il Soccorso Assistito dai Robot (CRASAR).

Robot soccorso

I quattro team provenivano dalla Marina militare e da alcuni College degli Stati Uniti e sono rimasti sul posto per quasi un mese, fino al 2 Ottobre, avendo a disposizione circa una dozzina di robot.
Le prime due settimane dopo l’attacco sono state dedicate alla ricerca nelle macerie delle costruzioni vicine, mentre nelle seconde due i robot si sono dedicati all’ispezione del seminterrato delle Torri Gemelle.
C’è da dire che la maggior parte dei robot erano prototipi sperimentali: alcuni erano stati costruiti da zero dai rispettivi centri di ricerca, altri erano robot commerciali modificati. Essendo prototipi, una parte di loro è stata mandata in pensione subito dopo questo mese di ricerca e soccorso.

Ci si potrebbe chiedere, alla fine, se questi robot sono stati utili.
E la risposta, credo, sarebbe: più sì che no.
Da una parte, infatti, questi robot sono stati molto utili perché hanno permesso di accedere ad aree dove gli esseri umani non potevano arrivare per via del poco spazio tra le macerie o a causa di sostanze dannose, permettendo così di individuare cinque vittime e un altro gruppo di resti; dall’altra parte, questa prova sul campo ha permesso a questi team di migliorare i robot per il soccorso, per esempio dotandoli di un’autonomia più grande (onde evitare di spegnersi nel bel mezzo di un’operazione di esplorazione) e quindi di affrontare meglio, in un prossimo futuro, delle tristi vicende come questa…

set 04

Era un po’ di tempo che volevo scrivere questo post. Poi, complice la poca voglia e altre cose da fare, ho sempre rimandato. Tanto non è niente di così indispensabile, mi dicevo. Però, volevo scriverlo e, finalmente, eccolo qui! ;)

Dopo aver scritto dei gadget delle università statunitensi e dopo aver “ispirato” un po’ questo post di Lady Blackice, mi sono finalmente deciso di parlarvi dei gadget del Politecnico di Torino!

Gadget del Politecnico di Torino

Non so esattamente quando i gadget del Poli abbiano fatto la loro comparsa… so che li ho sempre visti!

Questi accessori sono venduti dall’associazione (interna) Polincontri, che da circa vent’anni si occupa di cultura, sport e tempo libero per gli studenti e i dipendenti dell’università.
Sul sito dell’associazione, più precisamente a questa pagina, li potete trovare tutti (con tanto di prezzo): si va dalle felpe (con o senza cappuccio), ai portabadge, passando da biro, portachiavi, cravatte, zainetti, cappellini, chiavi USB… insomma, la scelta non manca!
Io ho il portabadge, ma credo che prossimamente andrò a vedere come sono le tazze… :P

Purtroppo, quella che vedete in questo post è una delle poche foto che ho trovato… e non rende molto l’idea! Ma alcuni di questi gadget sono proprio carini (altri sono molto “seri”) e averne uno, a mo’ di ricordo di questi anni di università, non mi pare una cattiva idea…

P.S. Il Polincontri, per chi fosse al Poli (sede centrale) e non lo sapesse, si trova poco dopo l’edicola, nel corridoio che da su Corso Einaudi.

ago 31

Puntuale come ogni anno, arriva l’Apple Event di Settembre.
Quest’anno si terrà a San Francisco, allo Yerba Buena Center for the Arts.
Protagonista sarà la musica (e gli iPod, di conseguenza!).

Apple Event - 9 settembre 2009

Lo seguirò, sempre come al solito, dalle ore 19:00.
Credo grazie a questo sito oppure a quest’altro… in genere allestiscono entrambe una pagina apposta. ;)

ago 26

E’ disponibile il calendario di American Pizza Party del mese di Settembre.

a4 desk

Lo potete trovare a questo indirizzo!
Protagonista di questo mese è un bel panorama ripreso da Redondo Beach, vicino a Los Angeles.

Alla prossima!

ago 12

Dieci motivi per cui una persona dovrebbe consigliare Windows Vista a un amico. *

10. Lavora per un negozio di informatica e sa che il suo amico lo chiamerà spesso e lo farà guadagnare per bene.
9. Glielo deve vendere lui.
8. Il suo amico gli ha appena chiesto un passatempo per trascorrere le giornate, che si annoia.
7. Il suo amico ama perdere tempo.
6. Il suo amico ama complicarsi la vita in un modo terribile.
5. Il suo amico gli ha appena detto: “Senza Windows Live Messenger non posso vivere… e poi con il Plus! e le trasparenze è stupendo”.
4. Il suo amico gli ha appena detto di avere parecchi soldi da buttare.
3. Il suo amico gli ha appena detto che su Windows non servono antivirus e Vista è la più grande invenzione fatta dal genere umano!
2. Lavora per la Microsoft.
1. In realtà non lo ritiene un amico: anzi, lo odia profondamente!

* è ironico, ovviamente! ;)

ago 06
  1. Il buon design è innovativo.
  2. Il buon design rende un prodotto utile.
  3. Il buon design è estetico.
  4. Il buon design aiuta un prodotto a essere compreso.
  5. Il buon design non è intrusivo.
  6. Il buon design è onesto.
  7. Il buon design è durevole.
  8. Il buon design è preciso fino all’ultimo dettaglio.
  9. Il buon design si preoccupa dell’ambiente.
  10. Il buon design è il più semplice design possibile.

Questo è quanto riporta (in inglese) il sito Vitsoe. Seguendo il link, troverete anche ogni “comandamento” spiegato.
E’ un decalogo che mi ha colpito e che non si vede molto spesso applicato ai prodotti che si trovano in giro, purtroppo! Mi è così piaciuto che ho voluto tradurlo e riportarlo qui. ;)

ago 05

- che meno studenti in un corso ci sono, meglio è;
- che negli esami conta sì quanto studi… ma ci vuole anche un pizzico di fortuna perché le cose vadano come pensavi;
- che la meritocrazia è sempre più rara;
- che non sono capace di studiare di notte, anche con litri di caffè. Prima o poi devo andare a dormire e quando mi sveglio sono a pezzi;
- che abitare al primo piano in un palazzo senza ascensore ha i suoi indubbi vantaggi (volete mettere portare su la spesa o dei mobili solo per un piano?!);
- che abitare in un palazzo con la portineria è una delle cose più comode del mondo (grazie Nadia!);
- che i professori sono esseri umani: non tutti, ma buona parte sì;
- che quasi tutti i professori rispondono alle mail (e se lo racconti ai tuoi amici, in genere, non ci credono);
- che sono davvero multitasking;
- che lavorare in gruppo è duro, ma quando si trova la quadra giusta non c’è niente di meglio;
- che, a volte, proprio non ce la faccio a stare zitto e devo dire quello che penso;
- che i Mac sono, per me, una grande invenzione e sono lieto di averli “scoperti”;
- che alcuni negozianti torinesi sono molto freddi e distaccati la prima volta che ti vedono; appena ti conoscono, però, non te ne liberi più;
- che, tutto sommato, me la cavo bene anche a vivere da solo;
- che mi viene bene cucinare (e si vede da quanto sono ingrassato!);
- che programmare non è poi così male come pensavo all’inizio;
- che Torino è una città che mi piace;
- a dire “addio” a diverse persone, con le quali ero amico ma le circostanze della vita ci hanno fatto allontanare;
- che, in alcuni corsi, l’apparenza del proprio operato conta più della sostanza (purtroppo!);
- che ci vuole tempo a costruire amicizie che durino oltre le ore di lezione… e, a volte, questo tempo non c’è;
- che bisogna tenere sempre accanto a sé i propri sogni: non si sa mai;
- che non bisogna avere paura;
- che le difficoltà che incontriamo stanno lì perché le possiamo superare;
- che ci sono ancora padroni di casa onesti: pochi, ma ce ne sono;
- che girare in certe zone di Torino, di domenica, è come girare in una città fantasma;
- che sono “innamorato” degli Stati Uniti;
- che leggere è un piacere da non togliersi mai;
- che c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare, piccolo o grande, banale o importante che sia;
- che adoro la “semplicità”.

P.S. Prima o poi un post così dovevo scriverlo. Siccome mi sento sempre più “in dirittura di arrivo”, mi sono deciso e quindi… eccolo qui!