"The most exciting phrase to hear in science, the one that heralds the most discoveries,
is not 'Eureka!' but 'That's funny...'." (Isaac Asimov)

Archivio per ‘Me’.

ago 01

Pare che, ultimamente, ci sia questa tendenza: quella di prendere telefilm o film realizzati diversi anni fa e di farne un seguito oppure un prequel.
E’ capitato a Batman, a Superman, a 90210, a Star Trek… e ora – forse c’era da aspettarselo! – tocca a Supercar. ;)

Ebbene sì, la mitica KITT, nel 2008 è tornata con un nuovo look e con nuovi personaggi nelle televisioni statunitensi, prima con un film e poi con una serie televisiva.
Serie, però, che è durata una sola stagione, 17 episodi in tutto.
Un anno dopo, questa serie è sbarcata anche qui, in Italia.
Dal 28 agosto, infatti, Steel (Mediaset Premium) trasmetterà l’intera serie, tutti i venerdì sera, per 9 settimane.

Io la vedrò… e voi?

giu 23

Ok, adesso che è proprio ufficiale posso scriverlo anche qui.
Ho da poco iniziato la tesi per la mia laurea magistrale.
La trovo molto interessante e “carina”.

Il suo titolo è:

Eye-tracking based user interfaces for environmental control systems

cioè “Interfacce grafiche basate sul tracciamento dell’occhio per il controllo di sistemi ambientali (= domotica, case intelligenti, …)”.

Di cosa si tratta?
Ecco qui una descrizione:

L’obiettivo della tesi è lo studio, prototipazione e sperimentazione di interfacce utente basate su dispositivi di eye tracking per funzionalità di controllo domotico.
La tesi intende esplorare le modalità di realizzazione di interfacce utente per eye tracking, in particolare per quanto riguarda i pattern di interazione da adottare ed i widget da utilizzare nello sviluppo di applicazioni. Come concreto caso di studio, si farà riferimento allo sviluppo di applicazioni di controllo ambientale, compatibili con le linee guida proposte dal progetto COGAIN (D2.5 Draft standards for gaze based environmental control – http://www.cogain.org/results/reports/COGAIN-D2.5.pdf).
La metodologia di lavoro dovrà prevedere la convalida dei risultati proposti mediante studi su campioni di utenti.
Dal punto di vista della tecnlologia, si prevede di utilizzare lo stato dell’arte fornito dal framework .NET.

Le principali fasi di sviluppo della tesi saranno:
1a) analisi, sperimentale e bibliografica, delle ‘best practice’ nella realizzazione di interfacce per eye tracking
1b) identificazione del toolkit grafico, basato su .NET, più adatto per lo sviluppo dei prototipi
2) proposta dei pattern di interazione e di una libreria di widget in grado di supportarli
3) implementazione prototipale di un applicazione di environmental control basata sull’interfaccia proposta nel punto 2
4) valutazione su gruppo di utenti volontari dell’usabilità, efficienza ed efficacia della soluzione proposta
5) eventuale ciclo di miglioramento della soluzione (ripetizione delle fasi 2-3-4)

I risultati finali attesi saranno:
a) una libreria di widget, e relativa documentazione
b) un’applicazione di controllo ambientale, basato sulla libreria di cui sopra e compatibile con le linee guida COGAIN-D2.5
c) risultati quantitativi e qualitativi della sperimentazione utente.

giu 22

Negli ultimi 7-8 anni, saltando il 2006, ho sempre passato una ventina di giorni del mese di Luglio in montagna, come animatore di un campo estivo.
Quest’anno, per vari motivi*, non ci andrò.
A malincuore, a essere sincero.

Sto, però, dando una mano a chi andrà su, per preparare il tutto: è ovvio che lo faccia, sarebbe stupido non farlo! ;)
Venerdì scorso, infatti, ho preparato alcune slide (con il buon Keynote) per presentare ai genitori dei bambini e dei ragazzi che andranno in montagna, cosa si farà, a che ora si partirà e cose del genere.
L’ho fatto principalmente perché volevo “metterci la faccia” pur non andando su (vista la stima che qualcuno ha di me) e perché tutta la parte tecnica (proiettore, computer, collegamenti vari) … beh, la curavo io! :)
Visto che non andrò su, non ho tenuto la riunione (ovviamente!), a differenza degli altri anni. Però chi ha parlato se l’è cavata bene, considerando soprattutto che era la prima volta che parlava in pubblico per un’occasione del genere. :)

Ho realizzato quindi questa presentazione, come dicevo prima.
Nel realizzarla, mi sono anche “divertito” un po’ a fare un video introduttivo per mostrare ai genitori qualche foto degli anni passati (dal 2004 al 2008, saltando il 2006 per una mia mancanza di foto), così che vedessero con i loro occhi alcuni posti e alcune attività fatte.
Video che, alla fine, ho intitolato: “4 anni in 4 minuti (circa)…”.

Oggi, ho deciso di caricarlo su YouTube e quindi, per i più “curiosi”, eccolo qui:

* i “vari motivi” si chiamano, principalmente, tesi di laurea

giu 17

Premessa: il mio professore di Inglese del Liceo definiva “inglese maccheronico” quello di chi parlava inglese in modo approssimativo e con poca “fluidità”.

La mia facoltà, da due anni, eroga delle lauree specialistiche con corsi tenuti interamente in lingua inglese.
Visto che sono tutte lauree a carattere “tecnologico”, non la trovo una cattiva idea. D’altra parte, la maggior parte della documentazione, dei libri e del materiale per i corsi che si utilizzano sono in inglese.
Quando due anni fa dovevo immatricolarmi per la laurea magistrale, infatti, ci avevo fatto un pensierino.
Poi avevo dato un occhio al piano degli studi. E li ho cambiato idea, optando per la “versione” in italiano.
Perché? Perché la laurea magistrale in Ingegneria Informatica, erogata in lingua inglese, toglieva la maggior parte dei corsi a scelta e dei vari orientamenti che offre quella in italiano (multimedialità, applicazioni software, reti, hardware…) per lasciare unicamente quella rivolta verso l’hardware.
E siccome nella laurea triennale avevo già visto pochi corsi di programmazione o comunque di cose legate al software, contando poi che tra i corsi obbligatori ce n’era già un bel numero che riguardava hardware & Co., mi sono detto: “no, no“.
E così ho iniziato quella in italiano, facendomi i miei corsi obbligatori, scegliendo i corsi facoltativi che più mi piacevano e prendendo un orientamento più legato al software.

In questi due anni, però, sono sempre stato incuriosito da questa laurea in inglese. Ero curioso, più che altro, di vedere com’era l’approccio dei professori e degli studenti con l’inglese.
I professori come parlavano inglese?
Si facevano capire?
E gli studenti, come se la cavavano a fare domande e a scrivere i compiti d’esame senza poter utilizzare l’italiano?

L’occasione per avere una prima risposta a queste domande l’ho avuta ieri, quando mi trovavo al laboratorio di Informatica per fare una relazione con due miei compagni.
In quelle ore, infatti, si trovava lì un professore che stava facendo un’esercitazione proprio per un corso della laurea magistrale in Ingegneria Informatica in inglese!
Ed ecco che le risposte alle domande che mi ero posto sono arrivate!
Il professore parlava quello che a inizio post avevo definito un “inglese maccheronico”: tentennava, ripeteva le cose mille volte, parlava in maniera assolutamente poco fluente e così via.
Gli studenti – ci mancherebbe! – capivano quello che diceva e riuscivano a fare domande e a interagire.
In questo modo, però, non mi sembra che ci sia un reale vantaggio a fare i corsi in inglese, perché la lingua, invece di essere un “valore aggiunto“, diventa un ostacolo a un apprendimento chiaro, efficace e completo.

Alla fine, mi sorge allora una domanda: perché attivare corsi in inglese quando non si hanno persone in grado al 100% di tenerli? Qual è il vantaggio, se gli studenti devono pure “decifrare” quella sorta di inglese parlato dai propri professori?
Domande che, credo, rimarranno senza risposta…

P.S. Ovviamente questa “riflessione” è fatta osservando UN corso universitario. Non è detto che tutti i corsi di quella e di altre lauree siano così. Magari sono migliori. Lo spero, ma non ci conto troppo… ;)

giu 16

Break-dance: no, non sto parlando di me, per carità! Non ne sarei nemmeno capace! :)

Per chi (ancora) non lo sapesse, io ho un fratello più piccolo di me di 8 anni.
Tra le sue passioni, c’è quella della break-dance (o b-boying o breaking, come Wikipedia mi suggerisce).

Sabato scorso, il suo “gruppo di ballo” (si può chiamare così?!) si è esibito al Palazzetto dello sport della mia città natale. Insieme a tutta la scuola di danza.
Io non sono riuscito a entrare a vederlo, dalla gente che c’era.
Sono rimasto bloccato all’ingresso e, dopo un po’, mi sono stufato e sono andato a fare altro. :D
Siccome non l’ho visto dal vivo, ho aspettato che mettesse il video dell’esibizione su YouTube.
Pur capendone poco e niente, direi che sono stati bravi!

Per i più curiosi, ecco di cosa sto parlando:

mag 25

La procedura è molto semplice.
Non servono soldi, solo due minuti del tuo tempo.

Devi:

  1. cliccare su questo link: Social Network Telefilm – Raccolta preliminare dei requisiti;
  2. compilare il questionario che ti comparirà.

Avrai così adottato un’avvenente e simpatica ingegnere romana.
Facendola felice e ottenendo la sua eterna gratitudine! ;)

N.B.La presente campagna “Adotta un ingegnere” è stata ideata da Lady Blackice; non si intende violare il diritto d’autore.

P.S. Il questionario è realizzato da un gruppo di studenti della laurea magistrale in Ingegneria Informatica dell’Università “La Sapienza” di Roma per il corso di Interazione uomo-macchina. E, si sa, tra ingegneri ci si aiuta volentieri… :)

mag 07

Questa settimana sono andato a trovare alcuni professori in ufficio alla ricerca di una tesi di laurea da iniziare a fare.
In particolare, sono andato da due di loro, che trattano argomenti che mi interessano abbastanza.
Vi racconto come sono andati i colloqui…

Il primo (in sintesi)
Prof.: Ciao!
Io: Buongiorno!
Prof.: Allora… come stai messo ad esami?
Io rispondo.
Prof.: Te lo chiedo perché io ho una certa politica sulle tesi. In genere, non prendo persone con più di un certo numero di esami arretrati perché voglio che le persone lavorino sulla tesi per bene e non se la facciano assegnare e poi spariscano per mesi.
Io: Certo.
Prof.: Dunque, quali sono i tuoi interessi?
Io rispondo e lui mi racconta le tesi che può propormi…
Io: Allora mi consiglia di iniziare la tesi più in là [lo chiedo perché ho più esami arretrati di quelli che, in genere, lui vorrebbe per iniziare una tesi]?
Prof.: Io non consiglio niente. A me basta che porti avanti la tesi con continuità. Se poi passi le notti a lavorarci perché hai anche altro da fare non mi interessa.
Io: Ok. Grazie, le farò sapere. Arrivederci!
Prof.: Ciao!
Durata dell’incontro: 30 minuti circa.

Il secondo (in sintesi)
Prof.: Ciao!
Io: Buongiorno!
Prof.: Hai guardato qualche tesi sul sito? C’è qualcosa che ti interessa? Così inizio a raccontarti cosa facciamo partendo da quelle.
Io rispondo e lui mi presenta le tesi.
Prof.: Quanto alle modalità di svolgimento, adesso tu pensa alle proposte che ti ho fatto. Poi, se decidi di fare una tesi con noi, ci incontriamo ancora e tiriamo giù gli obiettivi per la tua tesi. Essendo di 20 crediti, dovrebbe durare 4 mesi; in ogni caso, ci regoliamo per bene quando la scegli, anche in base alle difficoltà che si possono incontrare per strada, al numero di esami che hai indietro e alle altre cose che hai da fare nella tua vita personale. Per me è importante che la tesi venga presa e portata avanti con costanza e continuità. Se invece decidi di non farla, abbiamo fatto una chiacchierata e non ci sono problemi!
Io: Ok. Grazie. Allora le farò sapere, buon pomeriggio!
Prof.: Buon pomeriggio, per quello che ne rimane! (era ormai tardino).
Durata dell’incontro: 90 minuti circa

Non so ancora che tesi sceglierò. Ce n’è almeno una per professore che mi piace.
Quello che so è che sono uscito dal primo incontro abbastanza “disturbato” mentre dal secondo per niente: mi riferisco alla parte riguardante il fatto di “portare avanti con continuità” la tesi.
Eppure entrambi, tirando le somme, hanno detto la stessa cosa.
Però c’è modo e modo.
Eh, quando si dice “è tutta questione d’approccio”

apr 19

Qualche giorno fa, ho finito di leggere un libro che ho comprato in libreria mentre ero alla ricerca di tutt’altro.
Il libro di cui parlo si intitola “L’ultima lezione – La vita spiegata da un uomo che muore“.
Scritto da Randy Pausch, parla della sua “Last Lecture” (l’ultima lezione, appunto), in cui prova a spiegare come e perché è importante realizzare i sogni della propria infanzia e prova, così, a raccontare un po’ della sua vita.
Principalmente, lo fa per i suoi figli (piccoli): difatti gli hanno diagnosticato un cancro incurabile e quindi non gli rimane molto da vivere.
C’è da dire che, in genere, non è un tipo di libro che mi piace leggere: questo, però, mi ha incuriosito, intenerito in alcune parti e fatto sorridere in altre.
Anche così si misura la “grandezza” di una persona. ;)

Dopo il salto, troverete il video – sottotitolato in italiano e della durata di circa un’ora – di questa sua “Ultima Lezione” che offre alcuni spunti di riflessione personale, se si vuole.
Infine, per chi preferisce leggere, lascio l’intero discorso tradotto in italiano.
Buona visione e/o buona lettura! :D
(continua…)

apr 15

A volte vorrei sapere se gli orari dell’università li fanno tirando a sorte i giorni e le ore oppure usano un po’ di metodo e ragionamento… ;)

Dunque:

  • le vacanze di Pasqua, da calendario accademico, iniziavano mercoledì 9 aprile e terminavano oggi, 15 aprile;
  • domani e dopodomani ci sono due giorni di lezione;
  • sabato incomincia il periodo d’esami (e non ci sono più lezioni).

Ora, mi chiedo: questi due giorni di lezione non potevano risparmiarceli visto che sono appena prima degli esami?
No, evidentemente no: sarebbe la risposta che farebbe pensare al fatto che, almeno, ci hanno pensato!

In ogni caso, io li salterò. :D
Per un motivo molto semplice: nel mio paese natale, venerdì scorso ho subito una mini operazione chirurgica (niente di grave) e quindi in questi giorni devo andare a fare delle medicazioni e poi a togliere i punti.
E stando a Torino non potrei…

Tornerò poi per andare a fare gli esami!

apr 13

… mia
Nasce mio fratello.
Una mattina di 17 anni fa.
AUGURI! ;)

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… degli Stati Uniti

1796 – Il primo elefante mai visto negli Stati Uniti arriva dall’India.

1861 – Guerra Civile Americana: Fort Sumter si arrende alle forze Confederate.

1943 – Viene inaugurato il Jefferson Memorial di Washington, D.C., in occasione del duecentesimo anniversario della nascita di Thomas Jefferson.

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