Oggi non potevo non scrivere due righe sull’11 Settembre 2001.
Lo faccio, riprendendo quello che ho scritto su APP nel “Did You Know?” di qualche settimana fa… parlando, cioè, dei robot che hanno “dato una mano” nella ricerca e nel soccorso dei superstiti di quell’attacco…
Erano passate appena sei ore dal disastro del World Trade Center quando quattro team con i loro robot sono arrivati sul luogo dell’attacco, chiamati dal Centro per la Ricerca e il Soccorso Assistito dai Robot (CRASAR).

I quattro team provenivano dalla Marina militare e da alcuni College degli Stati Uniti e sono rimasti sul posto per quasi un mese, fino al 2 Ottobre, avendo a disposizione circa una dozzina di robot.
Le prime due settimane dopo l’attacco sono state dedicate alla ricerca nelle macerie delle costruzioni vicine, mentre nelle seconde due i robot si sono dedicati all’ispezione del seminterrato delle Torri Gemelle.
C’è da dire che la maggior parte dei robot erano prototipi sperimentali: alcuni erano stati costruiti da zero dai rispettivi centri di ricerca, altri erano robot commerciali modificati. Essendo prototipi, una parte di loro è stata mandata in pensione subito dopo questo mese di ricerca e soccorso.
Ci si potrebbe chiedere, alla fine, se questi robot sono stati utili.
E la risposta, credo, sarebbe: più sì che no.
Da una parte, infatti, questi robot sono stati molto utili perché hanno permesso di accedere ad aree dove gli esseri umani non potevano arrivare per via del poco spazio tra le macerie o a causa di sostanze dannose, permettendo così di individuare cinque vittime e un altro gruppo di resti; dall’altra parte, questa prova sul campo ha permesso a questi team di migliorare i robot per il soccorso, per esempio dotandoli di un’autonomia più grande (onde evitare di spegnersi nel bel mezzo di un’operazione di esplorazione) e quindi di affrontare meglio, in un prossimo futuro, delle tristi vicende come questa…




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11 settembre 2009 alle 15:10
Sono d’accordo con te e spero che la robotica si dedichi un po’ più a progetti di utilità sociale simili a questo, che non agli utilizzi improbabili che ogni tanto pubblicizzano ai tg.