"L'esperienza è ciò che ottieni quando non sei riuscito a ottenere ciò che volevi." (Randy Pausch)

Archivio di settembre 2009

set 29

Sono una persona che cambia gli sfondi del desktop… beh, praticamente mai!
Mi piace, però, dare un’occhiata a qualche wallpaper nuovo, di tanto in tanto.
E così, dopo avervi parlato dei “Robot Wallpaper“, oggi tocca agli “Apple Wallpaper”.
Ne ho trovati 35, tutti riuniti in un unico posto; e ce n’è davvero per tutti i gusti!

Un assaggio?! Eccolo:

apple retro

cassetta mele apple

simpson apple

Il sito su cui li ho trovati è questo: 35 new amazing Apple wallpapers.
Buon download, se vi piacciono! ;)

set 29

E’ disponibile il calendario di American Pizza Party del mese di Ottobre.

a4 desk

Lo potete trovare a questo indirizzo!
Protagonista di questo mese è una casa nello stato del Massachusetts addobbata per Halloween…

Alla prossima!

set 25

Un po’ di tempo fa, complice il fatto che sulla mia scrivania a computer spento non ho un orologio sott’occhio, mi guardavo intorno alla ricerca di un orologio discreto ma carino da acquistare.
E così, mentre ero in giro, in una vetrina ho visto un flip clock (in italiano credo si chiami “orologio a paletta”).
Simile a questo, ma in legno, invece che di metallo:

flip_clock

Devo dire che mi è subito piaciuto e ho pensato: “Carino!”.
Poi ho guardato il prezzo e mi sono detto: “Sì, carino in tutti i sensi.”
E ho tirato dritto! :D

Tornando a casa, però, mi sono chiesto se ne esisteva una qualche versione “digitale”, come screensaver, per esempio.
La risposta, come era prevedibile, è stata .
Di quelli che ho trovato, due, in particolare, mi hanno colpito:
- fliqlo;
- Flip Clock.

Il primo, fliqlo, è uno screensaver per Windows e per Mac OS X (Snow Leopard non è ancora supportato, ahimé). E’ stato il mio screensaver per diverso tempo, finché non sono passato a Snow Leopard, appunto. Il suo sviluppatore dice che ne sta preparando una versione aggiornata che funzioni anche su quel sistema operativo… quindi, aspetto! fliqlo si può scaricare da questa pagina e il suo aspetto è questo:

fliqlo

Oltre a essere davvero ben fatto, si può anche scegliere se visualizzare l’ora su 12 ore (come quella dell’immagine) o su 24 ore.

L’altro programma, Flip Clock, invece, è un’applicazione per iPhone: ed è diventato il mio “orologio da scrivania” quando il computer è spento. :P

flip_clock_iphone

Questa applicazione si può scaricare dall’App Store e costa 79 centesimi di euro. Ha diverse opzioni, tra cui la visualizzazione su 12/24 ore o la possibilità di non far bloccare lo schermo del telefono mentre il programma è in esecuzione…

Insomma, se vi piace questo tipo di orologio… questi sono due “must“! ;)

set 24

Lunedì ho ripreso ad andare in laboratorio a lavorare sulla tesi.
Quando sono arrivato, la prima notizia che mi hanno dato è stata: l’eye-tracker che c’è in laboratorio, cioè il computer che permette di controllare alcuni programmi tramite un tracciamento preciso dell’occhio, era un prestito di un’università inglese e adesso… beh, lo rivogliono indietro!
Un bel problema, visto che per il gruppo di ricerca (e per la mia tesi, naturalmente!) è un elemento abbastanza importante!

mytobii

Subito dopo mi dicono che ne stanno cercando un altro in prestito da qualche azienda italiana.
Se non ci riescono, ci dobbiamo “arrangiare” con una webcam tradizionale e un programma che tracci lo spostamento della testa. Programma che ho provato, ed è fatto bene, è veloce e tutto quello che si vuole, ma non è la stessa cosa dell’eye-tracker!
Ora, il modello nuovo e più economico dell’eye-tracker che abbiamo in laboratorio, costa la bellezza di 20.000 euro (migliaia di euro in più, migliaia di euro in meno), quindi è davvero una bella cifra.

Però, mi verrebbe da dirti, mia cara università:

  • invece di rifare completamente gli ingressi, che tanto non c’era l’urgenza di rifarli, visto che erano solidi e assolutamente non pericolanti;
  • invece di far ripiantare la maggior parte dei prati fioriti a mesi alterni;
  • invece di tenere tonnellate di corsi duplicati tra quelli in italiano e quelli in inglese (cancellando, ovviamente per mancanza di fondi, quelli più interessanti);
  • visto che dovresti essere una delle migliori università di Italia e che, per questo, riceverai 6 milioni di euro in più rispetto all’anno scorso da parte dello Stato;

forse si potrebbe anche pensare di acquistarne uno usato, visto che il gruppo di ricerca lo usa abbondantemente. D’altra parte, il modello che si ha adesso non è l’ultimo in commercio!
Certo, lo so, non c’è solo quel gruppo… e sono sicuramente diversi i gruppi di ricerca con questi problemi…
Allora, proprio per questo, perché non fare qualcosa?! Perché non dare un po’ più di priorità alla ricerca?! Da qualche parte si dovrà pur iniziare, no?!
Poi ci si lamenta che i ricercatori scappano dall’Italia! Più passa il tempo e più mi meraviglierei del contrario!
Inoltre, come dire: ogni tanto, puntare sulla qualità e sulla sostanza invece che sulla quantità e l’apparenza? ;)

set 11

Oggi non potevo non scrivere due righe sull’11 Settembre 2001.
Lo faccio, riprendendo quello che ho scritto su APP nel “Did You Know?” di qualche settimana fa… parlando, cioè, dei robot che hanno “dato una mano” nella ricerca e nel soccorso dei superstiti di quell’attacco…

Erano passate appena sei ore dal disastro del World Trade Center quando quattro team con i loro robot sono arrivati sul luogo dell’attacco, chiamati dal Centro per la Ricerca e il Soccorso Assistito dai Robot (CRASAR).

Robot soccorso

I quattro team provenivano dalla Marina militare e da alcuni College degli Stati Uniti e sono rimasti sul posto per quasi un mese, fino al 2 Ottobre, avendo a disposizione circa una dozzina di robot.
Le prime due settimane dopo l’attacco sono state dedicate alla ricerca nelle macerie delle costruzioni vicine, mentre nelle seconde due i robot si sono dedicati all’ispezione del seminterrato delle Torri Gemelle.
C’è da dire che la maggior parte dei robot erano prototipi sperimentali: alcuni erano stati costruiti da zero dai rispettivi centri di ricerca, altri erano robot commerciali modificati. Essendo prototipi, una parte di loro è stata mandata in pensione subito dopo questo mese di ricerca e soccorso.

Ci si potrebbe chiedere, alla fine, se questi robot sono stati utili.
E la risposta, credo, sarebbe: più sì che no.
Da una parte, infatti, questi robot sono stati molto utili perché hanno permesso di accedere ad aree dove gli esseri umani non potevano arrivare per via del poco spazio tra le macerie o a causa di sostanze dannose, permettendo così di individuare cinque vittime e un altro gruppo di resti; dall’altra parte, questa prova sul campo ha permesso a questi team di migliorare i robot per il soccorso, per esempio dotandoli di un’autonomia più grande (onde evitare di spegnersi nel bel mezzo di un’operazione di esplorazione) e quindi di affrontare meglio, in un prossimo futuro, delle tristi vicende come questa…

set 04

Era un po’ di tempo che volevo scrivere questo post. Poi, complice la poca voglia e altre cose da fare, ho sempre rimandato. Tanto non è niente di così indispensabile, mi dicevo. Però, volevo scriverlo e, finalmente, eccolo qui! ;)

Dopo aver scritto dei gadget delle università statunitensi e dopo aver “ispirato” un po’ questo post di Lady Blackice, mi sono finalmente deciso di parlarvi dei gadget del Politecnico di Torino!

Gadget del Politecnico di Torino

Non so esattamente quando i gadget del Poli abbiano fatto la loro comparsa… so che li ho sempre visti!

Questi accessori sono venduti dall’associazione (interna) Polincontri, che da circa vent’anni si occupa di cultura, sport e tempo libero per gli studenti e i dipendenti dell’università.
Sul sito dell’associazione, più precisamente a questa pagina, li potete trovare tutti (con tanto di prezzo): si va dalle felpe (con o senza cappuccio), ai portabadge, passando da biro, portachiavi, cravatte, zainetti, cappellini, chiavi USB… insomma, la scelta non manca!
Io ho il portabadge, ma credo che prossimamente andrò a vedere come sono le tazze… :P

Purtroppo, quella che vedete in questo post è una delle poche foto che ho trovato… e non rende molto l’idea! Ma alcuni di questi gadget sono proprio carini (altri sono molto “seri”) e averne uno, a mo’ di ricordo di questi anni di università, non mi pare una cattiva idea…

P.S. Il Polincontri, per chi fosse al Poli (sede centrale) e non lo sapesse, si trova poco dopo l’edicola, nel corridoio che da su Corso Einaudi.