"Quando fai qualcosa di sbagliato e nessuno si prende la briga di dirtelo, significa che è meglio cambiare aria.
Chi ti critica lo fa perché ti ama e ti ha a cuore." (Randy Pausch)

Archivio per il 3 settembre 2008

set 03

Prendo “in prestito” uno slogan di Barack Obama per parlare di una cosa che non ha a che fare con lui.
Qualche tempo fa, tiravo un po’ di somme per l’anno accademico quasi finito e per la metà del 2008 trascorso.
In tutto quel (lungo) post, dicevo alcune cose e consideravo alcune “parole chiave” per quei mesi.
Me ne sono, però, dimenticata una, forse una tra le più importanti.
La parola cambiamento.

Quest’anno sono cambiate tante cose per me. Sono cambiato anch’io. Ho cambiato alcune cose nei miei comportamenti. Ho cambiato metodo di studio. Ho riscoperto che da qualche parte c’era ancora un cassetto dei miei “sogni”, cassetto che avevo dimenticato per tanto, troppo tempo. Ho cambiato modo di vedere alcune cose. Ho cambiato l’opinione che avevo su alcune persone (nel bene e/o nel male). Ho cambiato pettinatura (sì, questa è una sciocchezza, lo ammetto! Ma ci stava bene nell’elenco…). ;-)
Perché?!
Perché mi “stavo stretto”, ormai.
Mi ero appiattito sul presente e legato troppo al passato.
Dimenticando che avrei dovuto anche cercare di costruire un qualche futuro.
Avevo smesso di “pensare quadrimensionalmente”, per dirla come in “Ritorno al futuro”.

Non credo ci sia stata una causa scatenante per questi cambiamenti. Dev’essere stata una consapevolezza assunta gradualmente.
Forse si può vedere qualche causa leggendo quel lungo post di cui dicevo prima. O forse no.
Quello che so è che sono contento di questi cambiamenti.
So anche che i cambiamenti, spesso, fanno un po’ paura e che, a molti, piacciono poco.
D’altra parte, non credo nei cambiamenti fatti “così tanto per” o per il gusto di cambiare; credo nei cambiamenti fatti per smuovere una situazione che non va più tanto bene.
Questo però non vuol dire buttare via tutto del passato: vuol dire prendere ciò che c’era di buono, provare a migliorarlo e cambiare ciò che non era tanto buono.
Qualcuno, ne sono certo, ha notato che c’era qualcosa di “cambiato” in me.
E non so se apprezzi o meno.
Però era davvero arrivato il momento di prendere nuovamente in mano la propria vita, senza tanti se e tanti ma.
E dire, infine: “Yes, we can”.