E’ da un po’ che non scrivo di persona sul blog.
Sapete, è molto comodo delegare questo compito a Twitter.
E va molto bene per quando non ci sarò, come quest’estate.
Però scrivere direttamente è tutta un’altra cosa.
Come qualcuno di voi saprà (o immaginerà o avrà letto o…), sono in periodo di esami all’università.
Due li ho già fatti, superandoli con voti soddisfacenti e oltre alle mie aspettative; me ne mancano tre, da fare in una settimana. L’8 Luglio avrò finito. Bene o male che vadano.
Luglio è, per me, il mese in cui molte cose finiscono: finisce l’anno di attività nella mia città natale, finisce l’anno accademico, finisce di conseguenza il periodo in cui sto a Torino…
E stasera mi va di tirare un po’ le somme, di questo metà 2008 che è passato. Dunque…
L’anno accademico è stato duro. Più del solito. Orari davvero “da matti” e milioni di cose da fare. Però si è sopravvissuti e neanche tanto male. Certo, si poteva sicuramente fare di più e meglio.
Il tempo, d’altra parte, era diviso tra studio e altri impegni e quindi è andata così: il prossimo anno (accademico!) non avrò più tutti quegli altri impegni e quindi spero di potermi dedicare maggiormente all’università!
L’anno di attività di volontariato è stato anch’esso duro.
Un po’ perché ti trovavi spesso solo a fare le cose (e non si può sempre supplicare qualcuno perché ti aiuti!); un po’ perché il tempo era poco, visto l’impegno universitario, e quindi si cercava di fare tutto al meglio, anche se non al top; un po’ perché chi ti aiutava, a volte, ti complicava tremendamente le cose e alla fine dovevi rifartele tu, perdendo un sacco di tempo; e un po’ perché, sempre a volte, venivi “ostacolato” da altri.
Diciamo che, col senno di poi, ti accorgi che lì ci vorrebbe un po’ più di carità e di collaborazione. Da parte di tutti, probabilmente anche da parte mia. Si vedrà per un futuro, che comunque non sarà prima di Settembre 2009!
Il mio metà-anno personale, invece, è stato molto ricco e variegato.
Qualche frase mi ha accompagnato costantemente…
La prima: “Non è l’uomo che è fatto per il sabato, ma il sabato per l’uomo“.
Mi spiego, per chi non mi ha seguito precedentemente: è sicuramente bello e piacevole, al sabato sera, dopo una settimana lavorativa o di studio, uscire, divertirsi e svagarsi. Ci mancherebbe.
Non sempre mi è stato possibile, purtroppo.
Perché ci sono altri impegni che si ha preso e che si possono fare solo al sabato, magari ininterrottamente dal mattino in poi (e quindi non lo si faceva apposta a essere occupati il sabato sera!); perché possono esserci persone che hanno bisogno, proprio quel sabato, del tuo aiuto; perché c’è altro da fare e non si può dire di no, magari non ancora.
La seconda: “Non farai mica il pensionato stasera?“. Frase che ho sempre preso sul ridere e che è collegata al discorso introdotto dalla frase precedente. Che però, francamente, la prossima volta che la sento un po’ mi arrabbio.
La terza: “United we stand, divided we fall“. L’ho detta qualche volta agli animatori del Campeggio con i quali parto fra pochi giorni. E, ahimè, temo che dovrò ripeterla, cercare di viverla e soprattutto di farla vivere…
Poi ci sono alcune parole: amicizia è la prima.
Ho avuto diverse occasioni per riflettere su cosa sia l’amicizia, se io ho tanti/pochi amici, se io sono amico per tante/poche persone e cose così.
Beh, qualche considerazione l’ho tirata fuori.
L’amicizia è sicuramente una cosa impegnativa e che si vive raramente.
Non credo di avere tanti amici, sicuramente ho tanti conoscenti. Allo stesso modo, non credo, purtroppo, di essere amico per tante persone, ma solo conoscente. Semplicemente perché non mi ci trovo. O non mi ci trovo più. O perché non si trovano con me.
Essere amici per me vuol dire affrontare i problemi e i “litigi” insieme e senza farli diventare una faccenda di stato; vuol dire esserci (anche non fisicamente, se non si può!) nel bene e nel male; vuol dire stare a fianco all’amico e non volerlo “comandare” o lasciarsi “comandare”; vuol dire essere schietti e leali ma non cinici; e vuol dire aiutare l’amico che ha bisogno senza cercare scuse o non voglie.
Per me non vuol dire ignorare le difficoltà, aspettare che sia l’altro a fare sempre e comunque il primo passo, parlarsi alle spalle appena l’altro gira l’angolo e cose così.
Poi ci sono cose “accessorie” (come l’abbracciarsi, il fare festa insieme, …) che sono ok, ma non possono stare da sole alla base ed essere il fondamento su cui si basa un’amicizia. E se un giorno non ci saranno più, che si fa?! Finisce tutto?! Sarebbe assurdo…
La seconda parola è: Stati Uniti.
Sì, va beh, a essere pignoli sono due parole, ma tant’è… ![]()
Perché Stati Uniti?! Un po’ di storia, prima.
Da piccolo, quando ho iniziato ad appassionarmi di computer, avevo un sogno nel cassetto: andare a lavorare alla Microsoft in America. Ovviamente, allora, non mi rendevo conto di cosa comportasse tutto questo. Però era il mio desiderio.
Crescendo, questo desiderio è praticamente sparito. Senza un perché. Semplicemente non ci ho più pensato.
Fino all’autunno 2007. Quando, quasi per caso (per “colpa” di una macchinetta per il caffè americano
), gli Stati Uniti sono ripiombati nella mia vita.
Ho scoperto il Ph.D. a Berkeley, California; ho conosciuto molto meglio la Apple, che ha sede a Cupertino, sempre in California… e il desiderio è tornato.
Non quello di “andare a lavorare alla Microsoft” (che se capitasse, nonostante tutto, non mi farebbe schifo…
) ma quello di andare in America.
Ho iniziato a informarmi sugli Stati Uniti, ho visto i pregi e i difetti di quella nazione, mi ci sono appassionato sempre più e… ho conosciuto APP!
APP sta per American Pizza Party, un sito e un forum il cui link trovate anche nella colonna di fianco. APP è stato il sito che più mi è servito in questa ri-scoperta degli Stati Uniti.
Pian piano mi sono iscritto al forum, ho iniziato a partecipare e a fare domande, ho conosciuto alcune persone, sono entrato (addirittura!) nello staff, ho partecipato a una reunion su Second Life… una bella “esperienza”, anche se virtuale. Ma dietro all’aspetto virtuale, comunque, ci sono persone in carne e ossa! E devo ringraziarle tutte, soprattutto la mitica Lady (il boss!), per la bella accoglienza e il bel trattamento che mi stanno riservando. Spero di non deluderli!
Ecco, questo è quanto.
Tutto sommato sono stati sette mesi “interessanti”.
Alcune cose le rifarei, altre non lo so.
Certo, non è tutto qui.
Queste sono solo le cose principali.
E, come vedete, avevo comunque diverse cose da dire e forse era tanto, troppo tempo che non le mettevo nero su bianco.
Complice anche Twitter e il bel servizio che mi da.
Buona estate a tutti!




Delicious
Facebook
Tumblr
twitter
YouTube
aNobii
flickr
MobileMe
Technorati









15 agosto 2008 alle 17:07
Il post è lungo, ma vale la pena leggerlo! E’ molto bello!


Ti ringrazio per quello che scrivi riguardo ad APP… Fa piacere, ma allo stesso tempo è strano, scoprire come una cosa in cui metti tanta passione e entusiasmo entri nelle vite delle persone e si conquisti uno spazietto, come è successo nel tuo caso. Sono contenta che tu sia entrato nello staff; come ti ho detto in un’altra occasione, era da un po’ che pensavo che prima o poi sarebbe successo!
Mi hanno colpito molto anche le tue parole sull’amicizia, in un momento in cui ci sto riflettendo anche io. Abbiamo scritto cose per certi versi simili, ma le tue sono più serene. Forse a mente fredda si vedono meglio le cose… Chissà?
Comunque dovresti scrivere più spesso! Con tutto il rispetto per Twitter, non c’è proprio paragone!
Buone vacanze Luigi!
15 agosto 2008 alle 17:07
Innanzitutto, grazie.

Grazie per i complimenti al post, grazie per APP, grazie per essere contenta che io sia entrato nello staff. Anch’io lo sono.
Vedi, le mie parole sull’amicizia, forse sono più serene delle tue. Ma tu hai scritto il post a caldo… io ho solo tirato le somme qui!
Avevo già scritto qualcosa tempo fa, da qualche altra parte, e non ricordo se erano cose così “serene”.
In fondo, si potrebbe dire che quasi tutto il post è dedicato all’amicizia, se si legge fra le righe…
Dopo le vacanze scriverò più spesso, promesso!
Buone vacanze anche a te, Lady!
3 settembre 2008 alle 00:22
[...] uno slogan di Barack Obama per parlare di una cosa che non ha a che fare con lui. Qualche tempo fa, tiravo un po’ di somme per l’anno accademico quasi finito e per la metà del 2008 trascorso. In tutto quel (lungo) [...]